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Secondo itinerario

Padova è una delle città più antiche (ben 3000 anni di storia) e al tempo stesso più dinamiche d’Italia, un’intreccio tra passato e presente.
Virgilio ne celebra la sua fondazione con una leggenda e una citazione ; a quanto pare tutto nacque da quando Antenore, un troiano, sfuggito all’accerchiamento degli Achei, attraversando il meditteraneo e il fiume Timavo, giunse a Padova e la fondò (epoca paleoveneta). La Tomba in Piazza Antenore, da cui prende il nome, di fronte alla Prefettura, si narra che raccolga le spoglie del valoroso fondatore troiano.
Alcuni recenti studi (non ancora del tutto accertati) ritengono di aver scoperto, invece, che il sarcofago funebre conservi i resti del giovane Jacopo Ortis, fonte di ispirazione dello scrittore Ugo Foscolo.

La ricchezza d’arte di Padova è principalmente medievale, nata da un nucleo romano dove sono passati : Giotto, Petrarca, Macchiavelli, Tiziano, Casanova, Galileo, Mozarte molti altri artisti.

Conosciuta per i suoi ” SENZA” :

  • Il Caffè “senza porte“, lo storico Caffè Pedrocchi aperto 24/24, Il Caffè, che Stendhal definì “le meilleur café d’Italie”, fondato nel 1772.
  • Il Prato “senza erba”, il Prato della Valle. Il vasto Prato della Valle effettivamente prato non è, bensì piazza, seppur alberata e con tanto di canale.
  • Il Santo “senza nome”, il Santo per antonomasia è Sant’Antonio, quando viene nominato è senza nome! Basti pensare che perfino la Basilica a lui dedicata, in Piazza del Santo, è chiamata solamente la Basilica del Santo.
  • Il Capitello “senza colonna”, sotto i portici del Palazzo della Ragione, accanto alla Scala dei Ferri. Se fatta oggi, dopo l’invenzione del cemento armato, questa “prodezza architettonica” non stupirebbe, bisogna ricordare che il Salone è stato costruito nel 1200.
  • Il Cavallo “senza Cavaliere”. Padova è la città del cavallo senza cavaliere: qui si allude all’inconsueto grande cavallo di legno (modellato su quello del monumento al Gattamelata del Donatello) che si trova all’interno del Salone, commissionato dalla nobile famiglia Capodilista per una giostra.

Tra le numerose cose da vedere in questa città , che un detto popolare la recita : ” Venezia la bella e Padova sua sorella“, sono certamente :


Cappella degli Scrovegni, custode del ciclo di affreschi realizzati da Giotto, in Corso Garibaldi (a 15 minuti dall’ Hotel Eden), all’interno dell’Arena romana (di cui ne rimangono alcune tracce) e dei Giardini dell’Arena.
A vederla dall’esterno sembrerebbe “una semplice costruzione”, come la definì lo stesso Giotto, ma al suo interno ospita la “pittura del trecento” più rappresentativa (vi hanno mai detto a scuola che se non conosci Giotto non conosi la pittura di quell’epoca?).
Aperto tutto l’anno dalle 9:00 alle 19:00, tranne i lunedì e le festività di Natale, S.Stefano e Capodanno.
Prenotazione obbligatoria 24/h prima (+39049.875113 o il numero verde 2010020).
Lo stesso biglietto d’ingresso permette la visita ai Musei Civici, nei pressi della Cappella degli Scrovegni.


Per gli amanti e appassionati degli affreschi del ‘300 ,accanto a questo complesso, si trova la Chiesa degli Eremitani, che conserva i dipinti del Mantegna nella Cappella Ovetari. Gli stessi dipinti furono riportati ad una dimensione realistica dopo anni di restauro a causa del bombardamento nella seconda guerra mondiale .
Orari visita : 8:00/12:30 – 16:00/19:00
sabato e domenica 9:00/12:45- 16:00/19:00


Proseguendo nel cuore medievale della città, il centro storico è dominato dal Palazzo della Ragione costruito nel 1218, che svolgeva la funzione di Tribunale dei cittadini. Al Piano Superiore del Palazzo o Salone si apre una delle più grandi sale pensili affrescate al mondo del 1420, sala suddivisa in tre fasce di nove riquadri con la rappresentazione allegorica del: mese, segno zodiacale, pianeta, occupazioni dei mestieri e costellazioni. Caratteristico è il suo soffitto a copertura a carena di nave rovesciata di eccezionali dimensioni, un’opera architettonica imponente per quell’epoca. Al suo interno si trovano il cavallo di legno gigantesco, copia del Gattamelata in bronzo esposto in Piazza del Santo, e nell”angolo nord orientale la ” pietra del vituperio“, posta nel 1231, si dice, su richiesta di S.Antonio e utilizzata quale berlina per i debitori insolventi.
Secondo gli statuti del 1261, il debitore insolvente in camicia e mutande (di qui l’espressione” in braghe di tela “per indicare chi aveva perduto i propri beni) vi si doveva sedere tre volte, pronunciando la frase “cedo bonis”. Espulso dalla città, se si ripresentava e vi era colto, veniva sottoposto nuovamente a questa procedura, con l’ aggiunta del rovesciamento di tre secchi d’acqua sul capo.


Scendendo da una delle quattro scale del Salone (degli “Uccelli” o “Osei” , dei “Ferri”, del “Vino” e delle “Erbe”) si possono visitare le due piazze ai lati : Piazza delle Erbe un tempo “Piazza della Biada”e Piazza della Frutta un tempo “Piazza Del Vino”(chiamate così per definirne le funzioni di quell’epoca). Le piazze sono unite tra loro dal “Volto della Corda”; qui i bugiardi, i falliti, gli imbroglioni e i debitori venivano legati e issati sulla schiena con una corda, rimanendo appesi per giorni come monito.
L’angolo sotto allo stesso Volto prende il nome di “Canton dee busie”(“l’angolo delle bugie”), dove un tempo i commercianti tenevano incontri e scambi non onesti. Per questo motivo furono incise sulle pietre bianche del Salone antiche misure padovane (ancor ben visibili ), come riferimento per impedire che i venditori imbrogliassero i clienti.


A pochi passi dal Palazzo si raggiunge la Reggia dei Carraresi e la Loggia del Consiglio(detta della Gran Guardia dove si riuniva il Maggior Consiglio Cittadino) in Piazza dei Signori. Nella stessa piazza si può ammirare la Torre dell’Orologio, installato dal Dondi nel 1344, primo strumento di questo tipo costruito nel nostro paese. L’Orologio è dotato anche di un meccanismo a carillon, attivato tradizionalmente solo nei giorni dell’ Epifania e dell’ Ascensione. Il suo quadrante è in oro e smalto blu e segna : ora, giorno, fasi lunari e zodiaco.
Orario visite : 10:00-11:30 max 10 persone il venerdì e il sabato, mercoledì su prenotazione per gruppi al +30 0498561212
Ogni mattino (tranne il lunedì) in questa piazza si svolge il mercato di abbigliamento.


Dalla piazza si prosegue per il Duomo, il quale sorge su precedenti chiese cattedrali, la prima forse paleocristiana risalente al 300 d.C.. Ricostruito diverse volte, fu consacrato nel 1075 con la traslazione del corpo di San Daniele. Al progetto dell’attuale chiesa, compiuto tra il 1500 e il 1700 da Andrea da Valle, partecipò anche Michelangelo. Nelle adiacenze erge il Battistero dedicato al San Giovanni Battista che conserva al suo interno uno dei più importanti cicli ad affresco del XIV secolo, capolavoro di Giusto da Menabuoi del 1375. I dipinti ritraggono storie della Genesi, dell’ Apocalisse e del Giovanni Battista ; un vero gioiello, tra gli esempi più rappresentivi degli affreschi del ‘300, insieme a quelli di Giotto.
Apertura tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00
Per informazioni: 049 656914.


A sud della Piazza si snodano un labirinto di strade strette che formano il Ghetto ebraico, operante dal 1603 e abolito nel 1797. Il ghetto “loco stabile et separto ” era chiuso di notte da quattro porte, sorvegliate ciascuna da un ebreo e da un cristiano. Nel ghetto si trovano tre sinagoghe, la prima grande Sinagoga di Padova fu quella di rito tedesco. Nonostante le sue trasformazioni e i suoi rifacimenti conserva la sua impronta con le caratteristiche case alte , le cosidette case-torri sopraelevate ricche di elementi di recupero. Il ghetto è ancora oggi un zona di commercio, in questa zona infatti si concentrano molte enoteche, locali tipici e botteghe che non hanno subito particolari modifiche come : fiorerie, gioiellerie, calzolai, botteghe d’arte. Ma la sua bellezza oggi è anche questa, ti offre la possibilità di fare una passeggiata in una dimensione fuori dal tempo e vivere appieno la sua suggestiva atmosfera nelle sue vie anguste. Soprattutto in certe ore della giornata, giovani e meno giovani si danno appuntamento per bere “un’ombra” (un bicchiere di vino) e fare “quattro ciacoe” (quattro chiacchere).


Ritornando a Piazza delle Erbe e proseguendo verso il municipio Palazzo Moroni o Palazzo del Podestà (sede del Comune d’epoca Rinascimentale), di fronte allo stesso palazzo si trova l’edificio principale dell’ateneo patavino : Il Palazzo del Bò, la più antica università al mondo dopo Bologna. E’ l’unico ateneo al mondo ad avere il nome di un animale : il bò (ovvero il bue ), nome che deriva dall’ “Albergo del Bue” che sorgeva qui prima di ospitare la sede delle scuole di giurisprudenza nel 1222 e aveva come insegna proprio un Bue. Qui sono passati : Leon Battista Alberti, Galielo Galilei , Niccolò Copernico e Elena Lucrezia Corner (la prima donna laureata al mondo) e molte altri luminari. Sono due i lasciti principali di 800 anni di cultura : Il Teatro Anatomico e la Cattedra di Galileo Galilei nella “Sala Dei Quaranta”.
Orario visita : 9:00 – 14:30/15:00 – 19:00
Chiusura : domenica.